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Domenica 14 febbraio Scarica locandina
Circolo PRC Bianchini
P.zza Romagnosi 4 canc.
Genova - Marassi
SERATA PER GAZA
18,00: proiezione del film To shoot an elephant
Documentario 2009 112'
di Alberto Arce e Mohammad Rujailah Premio Festival dei Popoli alla miglior regia e al cineasta più innovativo
L'eccezionale testimonianza filmata del'Operazione Piombo Fuso, con cui l'esercito israeliano rase al suolo Gaza tra il 27 dicembre 2008 e il 18 gennaio 2009.
20,00 Cena a sostegno del Progetto Let's learn English
Hommous(piatto freddo a base di crema di ceci e crema di sesamo), Tabboulè( piatto freddo a base di semola di grano, prezzemolo, menta e pomodori), Cous Cous di carne o vegetariano (euro 12,00)
Il Progetto, realizzato da Zaatar, insieme al partner palestinese Ajyal Association for Creativity e Development,
è rivolto all'insegnamento della lingua inglese per 5 studenti universitari, 75 bambini tra i 9 e i 12 anni e 75 madri.
Per agevolarci si prega di prenotare entro venerdì 12 telefonando a:
Elisabetta 3396730729
Marco 3337914004.
Inziativa a cura di
Associazione Zaatar Onlus
ControCorrente
UDAP Sez di Genova
Mente e Guerra
API Associazione Palestinesi in Italia
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in azione, Gennaio 2009---------------->
Prof. Paola Manduca,
Prof. Mario Barbieri,
Prof. Maurizio Barbieri
e Newweapons Research Group
E’ appena arrivata la risposta Israeliana alla Commissione Goldstone su Gaza, con un documento del Military Advocate General dell'Israeli Defense Force (1), l’esercito. Questo documento è in buona parte dedicato a giustificare che le indagini sull’operato durante la guerra siano state affidate alle commissioni legali dell’IDF e non alla giurisdizione civile.
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La Striscia di Gaza è ancora piena delle cicatrici provocate dall'attacco israeliano di un anno fa. Ma i vivi devono andare avanti e pensare al futuro. Cultura e formazione sono tra le forme di resistenza più importanti, strumenti di lotta imprescindibili contro l'annichilimento dell'occupazione.
Per questo abbiamo deciso con entusiamo di partecipare al progetto "Let's Learn English", che coinvolgerà giovani educatori, donne e bambini, nell'ottica di un arricchimento del quale possano beneficiare tutte le famiglie e la comunità locale nel suo complesso.
Progetto: Let's learn english.
Associazione Zaatar insieme al partner palestinese "Ajyal Association for creativity and development"
Il progetto è rivolto a:
. 5 studenti universitari
. 75 bambini tra i 9 e i 12 anni
. 75 madri
Durata: 5 mesi
Costo: 5.000 $
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dal 31 luglio al 10 agosto 2010
Il Campo Estivo avrà luogo nel campo profughi palestinese di Nahr el Bared nel nord del Libano e vedrà riuniti per dieci giorni giovani volontari italiani e palestinesi.
Nahr al Bared è stato raso al suolo nel 2007 dall’Esercito Libanese che tuttora lo occupa e controlla attraverso cinque check point. Circa 20mila profughi fuggiti durante i bombardamenti, sono tornati e vivono in condizioni drammatiche dentro i container di lamiera, accanto a scheletri di palazzi, in attesa di una ricostruzione che tarda a iniziare. I palestinesi di Nahr al Bared vivono una condizione di totale abbandono. L’attivismo internazionale in solidarietà e supporto del popolo palestinese non può non rivolgersi anche ai palestinesi della Diaspora e a situazioni tanto drammatiche come quella degli abitanti di Nahr al Bared, divenuti profughi una seconda volta nel 2007 e ora dimenticati in un cumulo di macerie.
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ASSOCIAZIONE - ZAATAR
Genova, un w.e. di fine maggio/primi giugno (data da confermare)
TRAINING DI BASE 2010 PER VIAGGI
DI CONOSCENZA / VOLONTARIATO IN
PALESTINA, LIBANO E SIRIA
Come ogni anno l’associazione “Zaatar” organizza un training con lo scopo di fornire informazioni ed indicazioni utili a chi desidera fare un’ esperienza di volontariato in supporto alla popolazione civile palestinese, per partire con una base minima di conoscenze e competenze nei nostri work camp.
Il training è rivolto inoltre a coloro che desiderano visitare i Territori Occupati palestinesi e i campi profughi di Libano e Siria, per conoscere in prima persona la realtà dell’occupazione e la vita quotidiana dei palestinesi della diaspora.
Il percorso di formazione si propone di introdurre i partecipanti al contesto nel quale si troveranno ad operare - con particolare attenzione sia alla realtà specifica del conflitto israelo - palestinese che alle piu' generali dinamiche interculturali e di gruppo – ai fini di un contributo attivo attraverso l'esperienza di volontariato e l’intervento non violento.
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ASSOCIAZIONE ZAATAR ONLUS - Scarica volantino
La Passeggiata Librocaffè - piazza Santa Croce 21r - ORE 18:00
vicino a piazza Sarzano, raggiungibile con la metropolitana
il coro Daneo
canta per il
Progetto per Gaza
“Let's learn english!”
CANZONI D’AUTORE ANNI ‘60/‘70
dirige il maestro Gianni Martini
Grazie al progetto "Let's Learn English" 5 giovani studenti palestinesi insegneranno a lingua inglese a 75 donne e 75 bambini nell'ottica di un arricchimento del quale possano beneficiare tutte le famiglie e la comunità locale nel suo complesso.
Saranno presenti alcuni partecipanti alla Gaza Freedom March per illustrare la loro esperienza.
ingresso libero
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Di Paolo Barnard - Dicembre 20019 - Dedicato ai morti di Gaza del dicembre 2008, gennaio 2009.
“Il Nazismo ha distrutto il giudaismo fisicamente, il Sionismo l’ha distrutto spiritualmente”, Leibele Weisfisch, Rabbino, 1992
Giorgio Napolitano è un ignorante complice morale di crimini contro l’umanità in Palestina. Massimo D’Alema è un consapevole complice diretto di crimini contro l’umanità in Palestina. L’occupazione israeliana dei territori palestinesi è un insulto permanente a sei milioni di morti nei campi di sterminio nazisti.
L’organizzazione umanitaria americana The Middle East Children Alliance ha completato di recente un sopralluogo a Gaza, colpita nel dicembre del 2008 dal peggiore atto di terrorismo indiscriminato compiuto da Israele su quelle terre dal 1948, e ha intervistato decine di bambini palestinesi chiedendogli quali erano i loro bisogni più urgenti. La risposta della maggioranza di quei bimbi è stata questa: “Poter bere un bicchier d’acqua la mattina”.
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GLOBAL SCREENING, GLOBAL SCREAMING
Ad un anno esatto dalla fine dei bombardamenti israeliani contro la Striscia di Gaza,
L' ASSOCIAZIONE ZAATAR
propone il global screening di: TO SHOOT AN ELEPHANT
Presso CHIAMAMILANO
LUNEDì 18 GENNAIO
ore 18.00
Largo Corsia dei Servi 11 - MILANO
durante la serata ci sarà una raccolta fondi e verrà presentanto il progetto per Gaza “Let’s learn English”.
Il 18 gennaio 2010 è il primo anniversario della fine dei bombardamenti da parte di Israele della Striscia di Gaza, un attacco che ha avuto inizio il 27 dicembre 2008, ed è durato fino al 18 gennaio 2009, e in cui 1.412 palestinesi hanno perso la vita. Il documentario “To Shoot An Elephant” (TSAE) è testimone oculare dall'interno della Striscia di Gaza di quanto è avvenuto in quei giorni. Questo racconto diretto e privilegiato diventa uno strumento con cui possiamo affrontare la propaganda israeliana su ciò che è realmente successo e sul silenzio della comunità internazionale. Per il suo valore come testimonianza della popolazione civile, TSAE è diventato un resoconto legittimo di quel che è accaduto in quei giorni.
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Il convoglio internazionale "Viva Palestina" è stato attaccato dalla polizia e dai soldati egiziani durante la notte, quando gli attivisti hannod eciso di protestare al porto di El - Arish contro il blocco e la notizia che non sarebbe stato consentito al convoglio di passare. Al - Jazeera alle 13.00 diceva che la situazione al momento è più tranquilla ma di stallo. In attesa e nella speranza che la situazione si sblocchi potete vedere il video degli scontri e dei feriti qui:http://www.youtube.com/watch?v=CVwGnqHwk7U e di seguito la cronaca da radio Città a Aperta:
L’Egitto blocca di nuovo Viva Palestina; scontri a El Arish, 55 feriti e 7 arresti
Marco Santopadre, Radio Città Aperta
06-01-2010/10:27 - (agg. alle 12.00)
Nella prima serata di ieri, mentre all’aeroporto di Fiumicino giungeva il grosso della delegazione del Forum Palestina proveniente dal Cairo dopo aver partecipato alla Gaza Freedom March, nel porto egiziano di El Arish si consumava l’aggressione delle forze di sicurezza di Mubarak contro gli attivisti dell’altra iniziativa che sta tentando di rompere l’assedio a Gaza. Per tutto il pomeriggio di ieri gli attivisti della missione umanitaria guidata dal parlamentare britannico George Galloway hanno chiesto di entrare tutti nella Striscia attraverso il valico di Rafah e non attraverso il passaggio di Al Ojua, tra Egitto e Israele, come improvvisamente chiesto dalle autorità israeliane per i 65 veicoli provenienti da Giordania e Turchia, rimangiandosi così un impegno scritto del Cairo che invece accordava il passaggio per tutto il convoglio.
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1 Gennaio, 2010 (in fondo alla dichiarazione trovate la lettera di Lettera di Haidar Eid e di Omar Barghouti)
Noi, delegati internazionali riuniti al Cairo durante la Gaza Freedom March 2009, come risposta collettiva ad un’iniziativa della delegazione Sud Africana, dichiariamo:
In considerazione di quanto segue: o l’attuale punizione collettiva che Israele infligge ai Palestinesi attraverso l’occupazione e l’assedio illegale di Gaza; o l’occupazione illegale della Cisgiordania, inclusa Gerusalemme Est, e il proseguimento della costruzione illegale del muro dell’Apartheid e delle colonie; o il nuovo muro che stanno costruendo Egitto e USA che addirittura rafforzerà l’assedio di Gaza; o il disprezzo per la democrazia Palestinese mostrato da Israele, USA, Canada, Unione Europea ed altri dopo le elezioni Palestinesi del 2006; o i crimini di guerra commessi da Israele durante l’invasione di Gaza un anno fà; o la continua discriminazione e repressione che i Palestinesi affrontano all’interno di Israele; o la continuazione dell’esilio per milioni di rifugiati ; o tutti i suddetti atti di oppressione trovano fondamentalmente origine nell’ideologia sionista che è alla base di Israele; o sappiamo che i nostri governi hanno dato ad Israele diretto supporto economico, finanziario, militare e diplomatico, consentendogli di agire con impunità; o e memori della Dichiarazione ONU dei Diritti dei Popoli Indigeni (2007)
Riconfermiamo il nostro impegno per:
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Gaza - Comitato Direttivo della Gaza Freedom March
Nel corso delle ultime settimane, in rappresentanza di vari settori della società civile di Gaza, siamo rimasti colpiti dai sacrifici che voi, 1.400 persone, state compiendo per venire ad aiutarci ad interrompere l’assedio.
Nonostante
la delusione per non riuscire ancora ad incontrarvi tutti a causa di
quest’assedio medioevale che ci separa, noi sentiamo che il vostro
arrivo al Cairo ha già dato i suoi frutti. La vostra insistenza ad
interrompere l’assedio per potervi unire in solidarietà con noi ha
ispirato e ha stupito molte persone. Grazie per la vostra presenza al
nostro fianco: insieme abbiamo istituito una rete per interrompere
l’assedio e liberare la Palestina.
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Immagini tratte dal dibattito pubblico organizzato a Genova presso la
Biblioteca Berio da Zaatar, API e Giuristi Democratici il 20 novembre. Testimonianza
di Vittorio Arrigoni, unico italiano presente nella Striscia durante
l'attacco israeliano di un anno fa.
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http://a-films.blogspot.com/2009/12/09dec17it.html
MC Tamarrod è il primo e solo rapper del campo profughi di Nahr al-Bared in Libano. Dalla distruzione del campo nel conflitto del 2007, MC Tamarrod tra i 30.000 sfollati palestinesi. Quasi 20.000 profughi sono ritornati nella periferia del campo distrutto, aspettando la sua ricostruzione e soffrendo a causa dell'assedio del campo da parte dell'Esercito Libanese.
Sfollamento, alloggi temporanei, posti di blocco, umiliazione, discriminazione... Questi sono i temi che MC Tamarrod mette nel suo rap arrabbiato. Ispirato dai gruppi hip-hop katibe 5 e I-Voice del campo profughi di Beirut Bourj al-Barajneh e dai gruppi rap della Palestina come il Ramallah Underground o il DAM, ha deciso di prendere il microfono e far conoscere al mondo oltre i posti di blocco la situazione di Nahr al-Bared.
Un nuovo video-clip di 5 minuti contiene l'ultima canzone di MC Tamarrod e una breve intervista con il rapper. Può essere visionato/scaricato qui:
http://a-films.blogspot.com/2009/12/09dec17it.html#1
Il media collettivo autonomo 'a-films' da oltre due anni e mezzo, sta documentando gli sviluppi del dopo guerra a Nahr al-Bared. Ha pubblicato reports e prodotto circa una dozzina di cortometraggi sul suo sito web:
http://a-films.blogspot.com
Con i migliori saluti,
a-films
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Gaza, bombardamenti hanno lasciato suolo contaminato: popolazione a rischio
COMUNICATO STAMPA Newweapons committee
I bombardamenti israeliani a Gaza del 2006 e del 2009 hanno lasciato sul terreno forti concentrazioni di metalli tossici, che possono provocare nella popolazione leucemie, problemi di ertilità e gravi effetti sui nuovi nati, come malformazioni e patologie di origine genetica. Questi metalli sono in particolare tungsteno, mercurio, molibdeno, cadmio e cobalto.
L'intero documento può essere scaricato qui: DOCUMENTO NEWWEAPONS
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Lee Kaplan, fanatico estremista americano, che aveva minacciato di morte l'inverno scorso Vittorio Arrigoni ed altri attivisti dell'International Solidarity Movement si è rifatto vivo. All'epoca incitava all'uccisione gli attivisti e per riconoscerli aveva pubblicato su un sito http://www.stoptheism.com/ i loro nomi e cognomi, le foto e anche i segni particolari per rintracciarli, aveva pubblicato un numero di telefono dove chiunque poteva fornire informazioni per rintracciarli ed eliminarli fisicamente.
Kaplan non è solo un fanatico, alle spalle ha lobby israeliane potenti e i coloni più estremisti della Cisgiordania. Il sito era stato chiuso grazie all'interessamente di singoli, associazioni e politici. Ma adesso è nuovamente attivo. Ci si deve mobilitare per fare in modo che le autorità italiane intervengano, si deve far girare il più possibile la notizia per evitare che la situazione venga sottovalutata.
Si può scrivere ad esempio alla Farnesina:
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,
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, Ufficio Relazioni col Pubblico:
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, il Consolato italiano in Israele:
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, l'Ambasciata italiana negli Stati Uniti, (il server del sito si trova negli USA):
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- ufficio stampa.
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Mercoledì 2 Dicembre , ore 18:00
spazio di documentazione “Il Grimaldello”
Via della Maddalena 81r
In collaborazione con l’Associazione Zaatar
Presentazione della mostra fotografica sui campi profughi palestinesi in Libano.
Nel 1948, più di 100mila palestinesi arrivarono in Libano scacciati dalla Palestina, quella che adesso è Israele.
Nelle terre libanesi vennero allestiti campi "temporanei" per provvedere all'emergenza dei profughi.
Più di mezzo secolo dopo, i profughi sono ancora lì. Raggiungono quasi il numero di 400mila, all'interno della popolazione libanese che conta circa 4 milioni di abitanti. Questi profughi vivono in maggior parte in dodici campi. Nel 2006 i campi, soprattutto nel sud sono stati coinvolti nell'attacco israeliano contro il Libano.
Nel 2007 il campo di Nahr al Bared, casa di 40mila palestinesi, è stato raso al suolo dall'esercito libanese.
Durante la serata aperitivo benefit
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dibattito e proiezione di The Iron Wall
A CHIAMAMILANO, Largo Corsia dei servi 11 (San Babila)
LUNEDI' 30 NOVEMBRE 2009, ORE 20.30
proiezione del film: THE IRON WALL di Mohammad Al Atar (2006)
“La colonizzazione sionista nella terra di Israele può solo arrestarsi o procedere a dispetto della popolazione nativa palestinese. Questo significa che può procedere e svilupparsi solo con la protezione di una potenza indipendente, dietro un muro di ferro, che i nativi non potranno penetrare.”
Con queste parole, nel 1923, Vladmir Jabotinsky indicava la strada per la colonizzazione della Palestina. Il muro è solo una tappa di questo processo. The Iron Wall ripercorre le tappe della colonizzazione israeliana dei territori palestinesi, in cui la costruzione del muro si pone solo come la fine di un processo iniziato molti anni fa.
Intervengono al dibattito:
Dirar Tafeche, profugo palestinese. Nato in Palestina, a Safad, (Galilea) e profondo conoscitore della specifica realtà delle colonie.
Francesco Giordano, da diversi anni è attivo nella solidarietà verso il popolo palestinese e fa parte del Forum Palestina. Ha seguito alcuni progetti nel campo profughi di Chatila in Libano. A marzo è stato a Gaza con la delegazione del Forum Palestina ed un gruppo di medici. Qui torneranno a dicembre per partecipare alla marcia organizzata da diversi gruppi, italiani americani ed europei. A Milano da marzo è tra gli organizzatori della rete, di cui fanno parte singoli/gruppi e organizza momenti di propaganda per il BDS.
Manuela Piccolo, già volontaria in Palestina. Attivista Zaatar, http://www.associazionezaatar.org/index.php . ha trascorso diversi periodi in Palestina, a partire dal 2006, partecipando a progetti di volontariato internazionale e collaborando con varie realtà locali. Qui in Italia, all'interno di Zaatar, si occupa soprattutto dell'elaborazione di progetti di volontariato in Palestina (campi di lavoro e volontariato a medio e lungo termine), in partnership con realtà locali palestinesi, della formazione dei volontari in partenza, della valutazione progetti.
Coordina:
Giulia Ceccutti, dal 2004 segue la campagna di sensibilizzazione “Ponti e non muri” di Pax Christi. La campagna promuove attività di informazione sul quotidiano della situazione israelopalestinese e sulla realtà del muri.
Tesse, inoltre, legami e sostiene associazioni e realtà pacifiste israeliane e palestinesi.
INGRESSO LIBERO
CONSIGLIATA PRENOTAZIONE:
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Scarica volantino
DIBATTITO PUBBLICO
con Vittorio Arrigoni
Venerdì 20 novembre ore 20:30
Biblioteca Berio - Sala dei Chierici
Via Seminario 16
Vittorio Arrigoni
attivista dell’International Solidarity Movement, unico italiano presente nella Striscia di Gaza durante l’attacco.
Tornato in Italia dopo un anno vissuto nell’inferno di Gaza, che l’ha visto testimone dell’embargo e di tre settimane di bombardamenti israeliani durante l’operazione “Piombo Fuso” che, tra dicembre e gennaio del 2009 ha causato oltre 1.300 morti e più di 5.000 feriti.
I suoi reportage pubblicati sul quotidiano Il Manifesto sono stati la voce della popolazione martoriata della Striscia e sono stati raccolti in un libro
“Gaza – Restiamo Umani”.
Angela Lano
Orientalista, giornalista e direttrice di Infopal – Agenzia di Stampa – autrice del libro “Nakba – la tragedia del 1948”
Organizzano:
Associazione Zaatar
API (Associazione Palestinesi in Italia)
Giuristi Democratici sez. Genova
Adesioni al 7 novembre
Infopal Agenzia di Stampa, Confederazione Cobas, Transcultura Donna, Giovani Europei per la Palestina (GEP), Centro Culturale Islamico di Genova, PRC Genova Liguria, Centro Ligure di Documentazione per la Pace, CSOA Terra di Nessuno.
per inviare la vostra adesione al dibattito scrivere a:
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a Genova
GIOVEDI' 12 - ORE 18.00
Collettivo Au Aut - via delle Fontane 3
"Palestinesi in Libano - I profughi dimenticati"
di ritorno da un viaggio nei campi profughi palestinesi in Libano - presentazione progetto work camp a Nahr al Bared
incontro/aperitivo
con un attivista Zaatar
e mostra fotografica
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VENERDI' 20 - ORE 20.30
Biblioteca Berio - via del Seminario 16
"Operazione Piombo Fuso - Cronache dal Gaza"
dibattito pubblico con Vittorio Arrigoni
attivista dell'International Solidarity Movement - unico italiano presente a Gaza durante l'attacco israeliano del Dicembre/gennaio 2009
con le immagini video prodotte da Vittorio
a cura di Associazione Zaatar, API (Associazione Palestinesi in Italia), Giuristi Democratici sez. Genova
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SABATO 21 - ORE 17.30 sito booksinthecasba scarica volantino
Libreria Books in the Casba - via Pre 137 - 139 r.
"Gaza - Restiamo Umani"
Vittorio Arrigoni presenta il suo libro reportage
racconto, letture, immagini
a cura di Zaatar
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SABATO 21 - ORE 19.00 EVENTO ANNULLATO
Collettivo Aut Aut - via delle Fontane 3
incontro e aperitivo benefit con Vittorio Arrigoni
a cura di Zaatar e Aut Aut
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Cosa pensa realmente Travaglio. ATTENZIONE! Il video documenta gli effetti dell'attacco contro Gaza sulla popolazione civile. Immagini che possono impressionare per la loro crudezza.
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di Michael Warschawski,
Alternative Information Center (AIC)
Assolutamente No! Non nel loro nome, Non nel nostro. Ehud Barak, Tzipi Livni, Gabi Ashkenazi e Ehud Olmert--non osate mostrare la faccia durante una ceremonia per commemorare gli eroi del ghetto di Varsavia, Lublin, Vilna o Kishinev. E neanche voi dirigenti di Peace Now, per cui la pace significa la pacificazione della resistenza palestinese, con ogni mezzo, incluso la distruzione di un popolo.
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Sintesi (in italiano) del Rapporto Goldstone sui crimini di guerra israeliani a Gaza
A. Introduzione
1. Il 13 aprile del 2009 il presidente della Commissione Diritti Umani fonda la Missione di Fact Finding delle Nazioni Unite per il conflitto di Gaza. Il mandato e': "indagare tutte le violazioni dei diritti umani e del diritti umanitario internazionale che possono essere state commesse in qualunque frangente delle operazioni militari condotte a Gaza tra il 27 dicembre 2008 e il 18 gennaio 2009. Siano queste violazioni avvenute prima, durante e dopo.
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Gli Shministim sono giovani israeliani che rifiutano il servizio militare, lo fanno all'ultimo anno del liceo con una lettera, che ogni anno esce sui maggiori quotidiani israeliani.
Fonte: Haarezt
http://www.haaretz.com/hasen/spages/1120421.html
Lettera dei Shministim (diplomandi) 2009-2010
Noi sottoscritti, giovani donne e uomini, ebrei e arabi da tutte le parti del paese, dichiariamo che ci impegneremo contro l'occupazione e le politiche di oppressione del governo israeliano nei territori occupati e nel territorio della terra d'Israele, e quindi rifiutiamo di partecipare ad azioni connesse a questo tipo di politica, che vengono effettuate nel nostro nome dalle Forze di difesa israeliane.
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L'11 di Ottobre a Londra dentro a un supermercato Sainsbury in Cromwell Street, West London - si è svolta una manifestazione di boicottaggio dei prodotti provenienti dalle colonie israeliane, che vengono venduti nei supermercati Sainsbury e nelle maggiori catene di supermercati in inghilterra.
ecco il video: http://current.com/items/91154940_boycott-settlement-goods-protest.htm
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UN GIORNO A NAHR EL BARED – settembre 2009
testo e foto di Agnese Leo (Associazione Zaatar)
Arriviamo a metà mattinata con Il Comitato per Non Dimenticare Sabra e Chatila, dopo più di due ore di viaggio torrido tra Beirut e Tripoli. Alcuni di noi sono costretti a rimanere al campo profughi di Beddawi, circa 10, 15 km prima di Nahr el Bared, perché non hanno ottenuto i visti per accedere al campo. Questa è una delle peculiarità: si tratta dell'unico campo profughi palestinese presidiato DALL'INTERNO dall' Esercito Libanese. Per accedervi bisogna passare il controllo di uno dei cinque check point che ne presidiano gli ingressi, fatto questo che limita, se non preclude totalmente, la possibilità per gli abitanti dell'interno di avere contatti e relazioni commerciali con la popolazione libanese dei dintorni, con la quale, prima dei bombardamenti, c'era un fiorente commercio.
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http://palestinanews.blogspot.com/2009/10/la-miccia-accesa-di-gerusalemme-est.html
“La miccia accesa di Gerusalemme Est.”
Lo scorso 27 settembre, una quarantina di coloni israeliani appartenenti ad un gruppo religioso estremista – pesantemente scortati dalla polizia e dalle guardie di frontiera – ha cercato di fare irruzione nel recinto della moschea al-Aqsa, il terzo luogo più sacro dell'Islam che si trova nel territorio occupato di Gerusalemme.
I Palestinesi presenti nell'area sono intervenuti prontamente per far fronte alla provocazione, scontrandosi con i coloni e con le forze di sicurezza israeliane e riuscendo ad impedire l'ingresso ai coloni.
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Ma’an News Agency 05.10.2009 - tradotto da Mariano Mingarelli
http://www.maannews.net/eng/Print.aspx?ID=229552
“Scontri sono esplosi nella città vecchia di Gerusalemme.”
Gerusalemme – Domenica mattina, manifestanti palestinesi si sono scontrati con le forze israeliane nella Città Vecchia di Gerusalemme Est, vicino alla Porta dei Leoni.
Non è stato riportato subito che ci fossero dei feriti, sebbene siano rimaste contuse almeno 40 persone da quando , la settimana scorsa, vi si sono scatenati feroci risse.
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di Kawther Salam (tradotto da mariano mingarelli)
Sin dalla fine della criminale operazione israeliana Piombo Fuso del gennaio scorso, nella striscia di Gaza, sono stati registrati più di cinque casi che riguardano neonati che hanno una testa deformata e non sviluppata completamente. Queste nascite sono il risultato dovuto all’uso da parte delle forze di occupazione israeliane, nel bel mezzo di aree affollate, di armi a base di fosforo e uranio, vietate a livello internazionale.
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Haaretz.com -25.09.2009
http://www.haaretz.com/hasen/spages/1116933
“Il discorso di Netanyahu / Sminuendo l’Olocausto” di Gideon Levy
Il Primo Ministro Benjamin Netanyahu ha sminuito la memoria dell’Olocausto nel discorso tenuto giovedì all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Lo ha fatto per la seconda volta. Una volta quando ha brandito le prove dell’esistenza dell’Olocausto, come se ce ne fosse bisogno, e ancora una volta quando ha comparato Hamas ai Nazisti.
Se il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad nega l’Olocausto, Netanyahu gli toglie valore. Dopo 60 anni, c’è forse ancora bisogno di prove? O il mondo potrebbe pensare che sono nel giusto coloro che lo negano?
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