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Articoli
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Nena News-Intanto Israele avvia offensiva diplomatica per fermare la partenza per Gaza, prevista nei prossimi giorni, di due navi libanesi.
Adesso anche le Nazioni Unite frenano sulla fine del blocco navale israeliano di Gaza. Un rapporto dell’ufficio per gli affari politici del segretario generale dell’Onu, presentato ieri al Consiglio di Sicurezza, sostiene che le missioni navali umanitarie come quella dello scorso 31 maggio, fermata con la forza in acque internazionali dalla Marina militare israeliana (nove attivisti turchi furono uccisi e altri venti feriti sulla nave Mavi Marmara) «non solo utili per risolvere i problemi economici di Gaza e sono portatrici di potenziali escalation». Il rapporto chiede anche la «liberazione immediata» del soldato israeliano Ghilad Shalit, catturato da un commando palestinese il 25 giugno 2006 e da allora prigioniero a Gaza.
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http://www.nena-news.com/?p=2419
Vivono nella cosiddetta Area C, sotto il completo controllo dell’esercito israeliano. Per loro un po’ d’acqua che sgorga da un rubinetto è un sogno. Roma, 17 luglio 2010, Nena News – E’ una estate più secca del solito per 60 mila palestinesi della Cisgiordania. E non solo per la carenza del prezioso liquido a causa della siccità che ormai da anni afflige questa parte del Vicino Oriente. Per queste decine di migliaia di persone il «problema» è legato alla loro residenza nella cosiddetta «Area C», ossia in quella ampia porzione (circa il 60%) della Cisgiordania sotto il pieno controllo delle autorità di occupazione israeliane.
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di Nena News
Il rapporto presentato oggi delle forze armate dello Stato ebraico sull’arrembaggio alla nave turca non prevede provvedimenti contro i militari che uccisero nove civili.
Come avvenuto con l’inchiesta svolta dall’esercito israeliano sull’offensiva Piombo fuso a Gaza (dicembre 2008-gennaio 2009), Tel
Aviv si autoassolve da ogni colpa per l’uccisione, compiuta dai suoi
soldati lo scorso 31 maggio, di nove civili turchi sulla nave «Mavi
Marmara» assaltata in acque internazionali mentre con altre cinque
imbarcazioni della «Freedom Flotilla» faceva rotta verso Gaza.
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(Nena-News) - Boicottaggio dei cosmetici del Mar Morto.
In Francia, la catena di profumerie Sephora portata di fronte alla Corte di Nanterre: accusata di commercializzare i prodotti Ahava e di violare il diritto internazionale.
Roma , 2 luglio 2010, Nena News (foto dal sito www.stolenbeauty.org) – Ahava promette una bellezza sicura, con i prodotti cosmetici del Mar Morto. Una bellezza che nasconde però un segreto. Perché si tratta di una ‘bellezza rubata’, dato che le risorse naturali alla base dei cosmetici Ahava, provengono da spiagge sottratte, rubate ai palestinesi. Come recita la famosa e riuscita campagna “Stolen Beauty,” lanciata nell’estate del 2009 dal gruppo pacifista femminista Code Pink, nato negli Stati Uniti, che da oltre un anno organizza creative e colorate proteste contro le catene che negli USA commercializzano i prodotti Ahava, principalmente Ricky’s NY, Lord and Taylor e i negozi Nordstrom.
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L'Associazione Zaatar esprime solidarietà alla Rete Romana di Solidarietà con Il Popolo palestinese per l'aggressione subita a mano di squadristi armati di caschi e tirapugno, mentre gli attivisti sistemavano sulla scalinata del Campidoglio diverse candele per ricordare gli 11.000 prigionieri palestinesi rinchiusi nelle carceri israeliane, il milione e mezzo di palestinesi rinchiusi nella Striscia di Gaza e le vittime dell'attacco di pirateria israeliano contro la Flotilla.
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Amnon Meranda
Ynet News.com
09.06.2010
I parlamentari presentano una proposta di legge secondo la quale denaro dovuto ai palestinesi sarebbe consegnato agli israeliani per rifondere i danni derivati dal boicottaggio delle colonie.
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Nena News
Anche gruppi e associazioni locali appoggiano la campagna "Stop Agrexco". Rischiano pesanti conseguenze se verra' approvata legge contro coloro che promuovono boicottaggio Israele.
SERVIZIO SPECIALE DI ELENA HOGAN
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Nena News
Fa sul serio il premier turco Recep Tayyip Erdogan, che ha ordinato di congelare i contratti nel settore militare con Israele. A riferirlo è il sito del quotidiano «Zaman» sottolineando che in ballo ci sono diversi miliardi di dollari. Tra i contratti congelati figurano l’ammodernamento di aerei e carri armati (757 milioni di dollari), un progetto missilistico (1,5 miliardi di dollari) e la vendita di carri israeliani Merkava (5 miliardi di dollari). Inoltre, scrive ancora «Zaman», sono state annullate le esercitazioni militari congiunte e l! a Turchia non concederà il suo spazio aereo per il transito di velivoli militari israeliani.Congelato anche un accordo nel settore dell’antiterrorismo.
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Operazione Colomba
[Note: secondo la IV Convenzione di Ginevra, la II Convenzione dell'Aja, la Corte Internazionale di Giustizia e numerose risoluzioni ONU, tutti gli insediamenti israeliani nei Territori Palestinesi Occupati sono illegali. Gli avamposti sono considerati illegali anche secondo la legge israeliana.]
12 Giugno 2010
At-Tuwani - La mattina del 12 giugno 2010, poco prima delle 11:00, una trentina di coloni israeliani provenienti dall'avamposto di Havat Ma'on, mascherati e armati di fionde e bastoni, ha invaso At-Tuwani attaccando la casa più esposta del villaggio e lanciando pietre contro i palestinesi.
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Il cargo Rachel Corrie che fa parte della Freedom Flotilla, dopo vari guasti tecnici ha ripreso il mare e procede la sua navigazione verso Gaza decisa a sfidare il blocco navale israeliano, nonostante il massacro dell’altra notte sul traghetto turco «Marmaris» dove i soldati israeliani hanno ucciso nove attivisti della «Freedom Flotilla.
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GENOVA ORE 18.00 PIAZZA DE FERRARI
PRESIDIO
Comunicato Stampa.
Durante la notte la Fredoom Flotilla diretta a Gaza è stata assaltata nelle acque internazionali da un attacco di pirateria di stato da parte dell’esercito israeliano che si è calato sulle navi dagli elicotteri e le ha abbordate.
I militari hanno ucciso circa 20 pacifisti e ci sono molti feriti anche gravi (notizie radio3), anche se le notizie non sono ancora definitive poiché tutti gli strumenti di bordo e i telefoni cellulari degli attivisti sono stati isolati.
Le altre 5 barche della flottiglia pare siano state dirottate verso un porto Israeliano, ma non ci sono notizie dirette.
Tra i pacifisti a bordo di una delle navi anche 5 italiani, giornalisti e attivisti.
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maggiori informazioni su: www.stopagrexcoitalia.org
Coop e Nordiconad sospendono la commercializzazione dei prodotti israeliani provenienti dai territori palestinesi occcupati
Questo l'importante risultato ottenuto in pochi mesi da Stop Agrexco, all'interno della campagna di Boicottaggio Disinvestimento e Sanzioni (BDS).
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Spesso le cose in Medio Oriente hanno la memoria corta e le vicende e gli intrecci politici cambiano rapidamente in una maniera totalmente opposta e imprevedibile. Questo è ciò che sta avvenendo in Libano in questi ultimi mesi, dopo i recenti viaggi in Siria di due leader politici appartenenti alla coalizione antisiriana del 14 Marzo. Sia il leader druso Walid Jumblatt, ex acerrimo nemico di Damasco contrario all’ingerenza siriana nel paese dei cedri, sia l’attuale primo ministro libanese Saad Hariri sono volati a Damasco per omaggiare Bashar al Asad e «per aprire una nuova fase nei rapporti bilaterali tra i due paesi e per dare maggiore stabilità e sicurezza al Libano».
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ROMA 9 MAGGIO 2010 - COMUNICATO DELLA RETE ROMANA DI SOLIDARIETA' CON IL POPOLO PALESTINESE
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http://www.youtube.com/user/ReteRomanaPalestina
CINQUE ATTIVISTI DELLA RETE ROMANA DI SOLIDARIETA’ CON IL POPOLO PALESTINESE SONO STATI TRATTENUTI IN STATO DI FERMO PER DUE ORE NEL POSTO DI POLIZIA DELLA FIERA DI ROMA
Oggi 8 maggio nel Padiglione 11 della Fiera di Roma nel quale si tiene la fiera del Farmaco e dei cosmetici -Cosmofarma - è stata stroncata dall’intervento della polizia una pacifica azione dimostrativa che si svolgeva innanzi allo stand della casa farmaceutica israeliana TEVA nel quadro della campagna internazionale di boicottaggio disinvestimento e sanzioni (BDS) nei confronti dello stato di Israele.
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Dal sito di Infopal.
Almeno una dozzina di civili, palestinesi e non, sono rimasti feriti durante la protesta non-violenta settimanale tenutasi ieri nel villaggio cisgiordano di Bil'in. Tra questi, un arabo di nazionalità israeliana è stato colpito al cranio e ricoverato d'urgenza in ospedale in seguito a forti perdite di sangue.
Questa settimana, la manifestazione del villaggio ha segnato la fine della V Conferenza internazionale sulla resistenza popolare palestinese, che aveva preso avvio mercoledì e che ha visto la partecipazione di una serie di relatori, tra cui politici, leader di comitati popolari e attivisti israeliani e internazionali.
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di Caterina Donattini*
Anas non è mai arrivato tardi a lezione. Non è mai mancato, nemmeno una sola volta. Non è mai accaduto che non avesse fatto i compiti, non è mai accaduto che li avesse fatti male. È uno studente brillante, disciplinato, intelligente, come lo sono in pochi. Uno studente a cui qualunque insegnante immancabilmente si affezionerebbe.
Anas per venire a una lezione di italiano deve percorrere diversi chilometri, almeno 40 minuti di strada. Anas è palestinese, e per questo la sua strada si allunga, indelebilmente, per attorcigliarsi nel percorso illogico segnato da un muro ancora più assurdo.
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dal sito dell'ISM
http://palsolidarity.org/
Venerdì la manifestazione nel villaggio palestinese di An Nabi Saleh ha visto un incremento della violenza e della punizione collettiva da parte dei militari israeliani, con venticinque manifestanti rimasti feriti, finestre di auto e case intenzionalmente ridotte in frantumi, e tre attivisti arrestati.
La volontaria dell'ISM Ellen Stark è stato colpita a bruciapelo da distanza ravvicinata (4 metri) con una pallottola di gomma mentre sostava insieme ad alcuni medici.
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a-films
Il campo rifugiati Nahr al-Bared non si è ancora ripreso dalla devastante guerra del 2007 in cui è stato distrutto. L'esercito libanese ha mantenuto uno stretto controllo sul campo e sui 20.000 palestinesi sfollati che ci sono tornati fino ad ora. L'assedio dell'esercito ostacola molto la ripresa dell'economia del campo, dato che l'accesso è limitato e l'area è stata dichiarata una zona militare. Con un recente sondaggio si è evidenziato come la presenza militare sia considerata un ostacolo per il 8 per cento di proprietari di attività di Nahr al-Bared. Intanto l'esercito giustifica la sua presenza necessaria per mantenere la sicurezza dei civili.
Questo film di 30 minuti documenta le varie conseguenze dell'assedio di Nahr al-Bared.
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Di Gideon Levi
http://haaretz.com/hasen/spages/1154539.html
Il campo della pace israeliano non è morto. Piuttosto non è mai nato. Anche se è vero che dall’estate del 1967 vari gruppi politici radicali e coraggiosi si sono impegnati contro l’occupazione – tutti degni di stima – qui non è mai esistito un ampio, influente campo della pace.
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Comunicato stampa di Operazione Colomba
TRE BAMBINI PALESTINESI TRATTENUTI MENTRE RACCOGLIEVANO DELLE ERBE
(ENGLISH FOLLOWS)
[Nota: Secondo la IV Convenzione di Ginevra, la corte internazionale di giustizia dell' Aia e numerose risoluzioni delle Nazioni Unite, tutti gli insediamenti israeliani nei Territori Palestinesi Occupati sono illegali. Gli avamposti israeliani sono considerati illegali secondo la legge israeliana]
At Tuwani, South Hebron Hills
Il 6 marzo 2010 alle ore 10:30 del mattino un gruppo di soldati israeliani ha fermato tre bambini, due tredicenni e un quattordicenne, mentre stavano raccogliendo delle erbe nel villaggio di At-Tuwani, nelle colline a sud di Hebron.
I
bambini erano assieme ad alcuni volontari di Operazione Colomba sulla
collina di Khelly, di proprietà privata palestinese, vicino
all'insediamento di Ma'on, quando sono arrivati dei soldati a bordo di
una jeep militare.
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L’Humanité
12.02.2010
http://www.humanite.fr/2010-02-02_International_Gideon-Levy-Comment-parler-de-paix-et-construire-des
Come parlare di pace e costruire colonie?
di Gideon Levy
Colloquio con Gideon Lévy di Françoise Germain-Robin
Israele non è una democrazia. Salvo che per gli Ebrei!
Nato nel 1955, a Tel-Aviv, giornalista israeliano e membro della direzione del quotidiano Haaretz, Gideon Levy denuncia implacabilmente le violazioni commesse contro i Palestinesi e il ricorso sistematico ad una violenza che disumanizza i popoli, aizzati l’uno contro l’altro. Gideon Levy occupa un posto particolare nella stampa israeliana, quello del critico feroce. I suoi editoriali e le sue cronache nel quotidiano Haaretz sono altrettanti atti d’accusa contro la politica di occupazione e colonizzazione del suo paese, Israele, contro i territori palestinesi. E’uno dei pochi giornalisti che si sono espressi contro la guerra a Gaza.
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Di Paolo Barnard - Dicembre 20019 - Dedicato ai morti di Gaza del dicembre 2008, gennaio 2009.
“Il Nazismo ha distrutto il giudaismo fisicamente, il Sionismo l’ha distrutto spiritualmente”, Leibele Weisfisch, Rabbino, 1992
Giorgio Napolitano è un ignorante complice morale di crimini contro l’umanità in Palestina. Massimo D’Alema è un consapevole complice diretto di crimini contro l’umanità in Palestina. L’occupazione israeliana dei territori palestinesi è un insulto permanente a sei milioni di morti nei campi di sterminio nazisti.
L’organizzazione umanitaria americana The Middle East Children Alliance ha completato di recente un sopralluogo a Gaza, colpita nel dicembre del 2008 dal peggiore atto di terrorismo indiscriminato compiuto da Israele su quelle terre dal 1948, e ha intervistato decine di bambini palestinesi chiedendogli quali erano i loro bisogni più urgenti. La risposta della maggioranza di quei bimbi è stata questa: “Poter bere un bicchier d’acqua la mattina”.
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Il convoglio internazionale "Viva Palestina" è stato attaccato dalla polizia e dai soldati egiziani durante la notte, quando gli attivisti hannod eciso di protestare al porto di El - Arish contro il blocco e la notizia che non sarebbe stato consentito al convoglio di passare. Al - Jazeera alle 13.00 diceva che la situazione al momento è più tranquilla ma di stallo. In attesa e nella speranza che la situazione si sblocchi potete vedere il video degli scontri e dei feriti qui:http://www.youtube.com/watch?v=CVwGnqHwk7U e di seguito la cronaca da radio Città a Aperta:
L’Egitto blocca di nuovo Viva Palestina; scontri a El Arish, 55 feriti e 7 arresti
Marco Santopadre, Radio Città Aperta
06-01-2010/10:27 - (agg. alle 12.00)
Nella prima serata di ieri, mentre all’aeroporto di Fiumicino giungeva il grosso della delegazione del Forum Palestina proveniente dal Cairo dopo aver partecipato alla Gaza Freedom March, nel porto egiziano di El Arish si consumava l’aggressione delle forze di sicurezza di Mubarak contro gli attivisti dell’altra iniziativa che sta tentando di rompere l’assedio a Gaza. Per tutto il pomeriggio di ieri gli attivisti della missione umanitaria guidata dal parlamentare britannico George Galloway hanno chiesto di entrare tutti nella Striscia attraverso il valico di Rafah e non attraverso il passaggio di Al Ojua, tra Egitto e Israele, come improvvisamente chiesto dalle autorità israeliane per i 65 veicoli provenienti da Giordania e Turchia, rimangiandosi così un impegno scritto del Cairo che invece accordava il passaggio per tutto il convoglio.
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Gaza - Comitato Direttivo della Gaza Freedom March
Nel corso delle ultime settimane, in rappresentanza di vari settori della società civile di Gaza, siamo rimasti colpiti dai sacrifici che voi, 1.400 persone, state compiendo per venire ad aiutarci ad interrompere l’assedio.
Nonostante
la delusione per non riuscire ancora ad incontrarvi tutti a causa di
quest’assedio medioevale che ci separa, noi sentiamo che il vostro
arrivo al Cairo ha già dato i suoi frutti. La vostra insistenza ad
interrompere l’assedio per potervi unire in solidarietà con noi ha
ispirato e ha stupito molte persone. Grazie per la vostra presenza al
nostro fianco: insieme abbiamo istituito una rete per interrompere
l’assedio e liberare la Palestina.
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Lee Kaplan, fanatico estremista americano, che aveva minacciato di morte l'inverno scorso Vittorio Arrigoni ed altri attivisti dell'International Solidarity Movement si è rifatto vivo. All'epoca incitava all'uccisione gli attivisti e per riconoscerli aveva pubblicato su un sito http://www.stoptheism.com/ i loro nomi e cognomi, le foto e anche i segni particolari per rintracciarli, aveva pubblicato un numero di telefono dove chiunque poteva fornire informazioni per rintracciarli ed eliminarli fisicamente.
Kaplan non è solo un fanatico, alle spalle ha lobby israeliane potenti e i coloni più estremisti della Cisgiordania. Il sito era stato chiuso grazie all'interessamente di singoli, associazioni e politici. Ma adesso è nuovamente attivo. Ci si deve mobilitare per fare in modo che le autorità italiane intervengano, si deve far girare il più possibile la notizia per evitare che la situazione venga sottovalutata.
Si può scrivere ad esempio alla Farnesina:
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,
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, Ufficio Relazioni col Pubblico:
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, il Consolato italiano in Israele:
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, l'Ambasciata italiana negli Stati Uniti, (il server del sito si trova negli USA):
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- ufficio stampa.
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di Michael Warschawski,
Alternative Information Center (AIC)
Assolutamente No! Non nel loro nome, Non nel nostro. Ehud Barak, Tzipi Livni, Gabi Ashkenazi e Ehud Olmert--non osate mostrare la faccia durante una ceremonia per commemorare gli eroi del ghetto di Varsavia, Lublin, Vilna o Kishinev. E neanche voi dirigenti di Peace Now, per cui la pace significa la pacificazione della resistenza palestinese, con ogni mezzo, incluso la distruzione di un popolo.
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Gli Shministim sono giovani israeliani che rifiutano il servizio militare, lo fanno all'ultimo anno del liceo con una lettera, che ogni anno esce sui maggiori quotidiani israeliani.
Fonte: Haarezt
http://www.haaretz.com/hasen/spages/1120421.html
Lettera dei Shministim (diplomandi) 2009-2010
Noi sottoscritti, giovani donne e uomini, ebrei e arabi da tutte le parti del paese, dichiariamo che ci impegneremo contro l'occupazione e le politiche di oppressione del governo israeliano nei territori occupati e nel territorio della terra d'Israele, e quindi rifiutiamo di partecipare ad azioni connesse a questo tipo di politica, che vengono effettuate nel nostro nome dalle Forze di difesa israeliane.
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http://palestinanews.blogspot.com/2009/10/la-miccia-accesa-di-gerusalemme-est.html
“La miccia accesa di Gerusalemme Est.”
Lo scorso 27 settembre, una quarantina di coloni israeliani appartenenti ad un gruppo religioso estremista – pesantemente scortati dalla polizia e dalle guardie di frontiera – ha cercato di fare irruzione nel recinto della moschea al-Aqsa, il terzo luogo più sacro dell'Islam che si trova nel territorio occupato di Gerusalemme.
I Palestinesi presenti nell'area sono intervenuti prontamente per far fronte alla provocazione, scontrandosi con i coloni e con le forze di sicurezza israeliane e riuscendo ad impedire l'ingresso ai coloni.
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Ma’an News Agency 05.10.2009 - tradotto da Mariano Mingarelli
http://www.maannews.net/eng/Print.aspx?ID=229552
“Scontri sono esplosi nella città vecchia di Gerusalemme.”
Gerusalemme – Domenica mattina, manifestanti palestinesi si sono scontrati con le forze israeliane nella Città Vecchia di Gerusalemme Est, vicino alla Porta dei Leoni.
Non è stato riportato subito che ci fossero dei feriti, sebbene siano rimaste contuse almeno 40 persone da quando , la settimana scorsa, vi si sono scatenati feroci risse.
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di Kawther Salam (tradotto da mariano mingarelli)
Sin dalla fine della criminale operazione israeliana Piombo Fuso del gennaio scorso, nella striscia di Gaza, sono stati registrati più di cinque casi che riguardano neonati che hanno una testa deformata e non sviluppata completamente. Queste nascite sono il risultato dovuto all’uso da parte delle forze di occupazione israeliane, nel bel mezzo di aree affollate, di armi a base di fosforo e uranio, vietate a livello internazionale.
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Haaretz.com -25.09.2009
http://www.haaretz.com/hasen/spages/1116933
“Il discorso di Netanyahu / Sminuendo l’Olocausto” di Gideon Levy
Il Primo Ministro Benjamin Netanyahu ha sminuito la memoria dell’Olocausto nel discorso tenuto giovedì all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Lo ha fatto per la seconda volta. Una volta quando ha brandito le prove dell’esistenza dell’Olocausto, come se ce ne fosse bisogno, e ancora una volta quando ha comparato Hamas ai Nazisti.
Se il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad nega l’Olocausto, Netanyahu gli toglie valore. Dopo 60 anni, c’è forse ancora bisogno di prove? O il mondo potrebbe pensare che sono nel giusto coloro che lo negano?
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Ray Smith *
Dalla fine di Agosto,nel campo profughi palestinese di Nahe al Bared, le macchine per la ricostruzione sono ferme. Il Consiglio di Stato Libanese si è concesso due mesi di moratoria sulla ricostruzione del campo distrutto.
Nahr al-Bared, il più a nord dei 12 campi profughi palestinesi in Libano, è stato completamente distrutto durante una lunga battaglia estiva nel 2007.
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Haaretz.com - Traduzione di Mariano Mingarelli
10.09.2009 http://www.haaretz.
com/hasen/spages/1113810.html
“L’imboccai come fosse un uccellino.” di Amira Hass
Dopo otto mesi dacché i soldati delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) avevano ucciso Atiyeh Samouni, di 46 anni, e suo figlio Ahmed, di 4 anni, nella loro casa nel quartiere Zeitoun di Gaza City, i reparti operativi dell’esercito stanno ancora esaminando l’incidente. In un rapporto, l’Ufficio del portavoce dell’IDF ha dichiarato: “La procedura dell’inchiesta è complessa in quanto coinvolge un gran numero di fattori, che richiedono naturalmente del tempo.”
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Counterpunch 17.08.2009-08-29 - English belove
http://counterpunch.org/cobban08172009.html
Un pioniere del Sionismo rinuncia al Sionismo
di HELENA COBBAN
Non avevo mai incontrato Dov Yermiya, un attivista del pacifismo israeliano che ora ha 94 anni. Ma avevo letto il libro da lui pubblicato nel 1983 nel quale scrisse con angoscia delle torture e altri gravi maltrattamenti di civili di cui era stato testimone diretto durante l’invasione del Libano dell’anno precedente. Ce l’ho nelle mie mani ora.
Ho
appena appreso, da una lettera aperta pubblicata da Uri Avnery, che
Yermiya ha recentemente rinunciato all’ideologia e alla pratica del
sionismo con queste commoventi parole:
“Io, un Sabra (ebreo nato in Israele) di 95 anni, che ha arato i campi,
piantato alberi, costruito una casa e allevato figli, nipoti e
pronipoti, e versato il proprio sangue nella battaglia per la
fondazione dello Stato di Israele, dichiaro con la presente che
rinuncio alla mia fede nel sionismo che ha fallito e che non sarò leale
con questo stato fascista e le sue folli visioni, che non canterò più i
suoi inni nazionalisti, che starò sull’attenti solo nei giorni di
cordoglio per coloro che sono caduti su ambedue i fronti di guerra e
che guardo con il cuore spezzato a una Israele che sta commettendo
suicidio e a tre generazioni di discendenti che ho generato e allevato
in questo paese…
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The Electronic Intifada - Traduzione di Mariano Mingarelli
20 .09.2009
http://electronicintifada.net/v2/article10722.shtml
Possiamo dire la nostra? “L’industria della pace” per il Medio Oriente.
di Faris Giacaman
Molta gente che incontro al college, negli Stati Uniti, dopo aver scoperto che sono palestinese, è ansiosa di informarmi sulle diverse attività alle quali ha partecipato per promuovere la “coesistenza” e il “dialogo” tra le due parti del “conflitto”, aspettandosi, senza alcun dubbio, un mio cenno di approvazione.. Tuttavia, questi tentativi risultano nocivi e mettono in difficoltà l’appello della società civile palestinese che sostiene il boicottaggio, il disinvestimento e le sanzioni per Israele – in quanto rappresentano l’unica via per costringere Israele a porre fine alle sue violazioni dei diritti dei palestinesi.
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Ieri pomeriggio è stato trasferito il cittadino palestinese Ibrahim Abayat, d'urgenza al Pronto Soccorso dell'Ospedale romano di San Giovanni, per dolori addominali, al torace e i giramenti di testa.
Il Sig. Abayat, è uno dei tre deportati palestinesi, insieme a Khaled Abu Nijme e Mohammed Saleh, nel maggio del 2002, dopo essere stati asserragliati per 39 giorni nella Basilica della Natività di Betlemme sotto assedio ed occupazione israeliana.
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Traduzione di Mariano Mingarelli
MEN.STYLE.COM - di Matt McAllester
http://men.style.com/details/features/landing?id=content_10397
“Ragazzi americani sono tornati in Israele per combattere”
In questi giorni, ragazzi statunitensi non stanno andando in Israele giusto per vivere in un kibbutz – alcuni tra loro sono disposti ad essere assunti nelle forze armate israeliane che operano nella West Bank.
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Il 19 agosto il TG3 ha passato un servizio del "giornalista" embedded dell'Esercito Israeliano Claudio Pagliara, evidentemente gli altri giornalisti erano in ferie. Pagliara durante il serivzio ha raccontato del quotidiano svedese (vedi articolo qui sotto dopo quello della BBC) che ha denunciato maltrattamenti e torture da parte dell'Esercito Israeliano verso i bambini palestinesi con le conseguenti reazioni israeliane corredate dal solito teatrino di denuncie di antisemitismo contro la Svezia, costringendo l'ambasciatore svedese in Israele a fare le scuse e a prendere le distanze dall'articolo, fin qui i fatti, ma Pagliara ovviamente non si è limitato ai fatti, ha bacchettato i gioralisti del quotidiano dall'alto della sua etica morale, poichè "si devono controllare bene le fonti prima di pubblicare certe cose, dal momento che le denuncie erano anonime e infondate", ma Pagliara che vive da anni in Israele è perfettamente al corrente delle torture contro i minori, non ultime quelle contro i minori nelle carceri israeliane che lui finge di ignorare. Con i nomi e i cognomi, alla faccia di chi parla di notizie infondate e tanto per ricordare ciò che avviene da sempre, pubblichiamo anche alcune foto già viste in passato.
(traduzioni a cura di Mariano Mingarelli)
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Gabriella Giuliari è una volontaria ed insegnante di Tai Chi, il 25 di luglio si apprestava ad attraversare il confine tra Egitto e Israele, per raggiungere poi Nablus, dove ad attenderla c'erano i giovani palestinesi di un associazione locale, ai quali avrebbe insegnato Tai Chi, una piacevole novità per i palestinesi tagliati fuori dal mondo. Purtroppo però, il suo viaggio si è fermato al confine. Di seguito la cronaca di un progetto interrotto dall'occupazione israeliana.
Ho un biglietto per l'autobus che parte dal Cairo delle 6:30, dovrebbe arrivare a Taba, ultima citta' egiziana prima del confine israeliano, in circa 6 ore. L'autobus e' in ritardo di circa un'ora e mezza e il traffico e' sempre piu' caotico. Arrivo comunque al confine verso le 14:00 Cerco di mandare un messaggio col mio cellulare italiano per dire al mio contatto in Italia che sto per passare la frontiera, ma non c'e'copertura. Aspetto, provo a spostarmi, ma non c'e' niente da fare. Aspetto ancora, preparo il messaggio, riprovo, ancora niente. Mi metto in fila per i controlli in uscita dal territorio egiziano, e riprovo di tanto in tanto, ma non c'e' niente da fare. Mi rassegno, non posso attendere oltre.
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La percezione israeliana dei problemi connessi con
il Congresso di Fatah a Bethlehem.
Haaretz.com - traduzione Mariano Mingarelli
03.08.2009
Cronaca: L’opposizione di Fatah al riconoscimento di Israele quale stato ebraico.
di Avi Issacharaoff
http://www.haaretz.com/hasen/spages/1104415.html
Secondo i particolari di un abbozzo di proposta riguardante la piattaforma politica che è stata fatta trapelare sabato alla stampa araba, la fazione palestinese di Fatah avrebbe intenzione di opporsi al riconoscimento di Israele come stato ebraico e di prendere in considerazione l’apertura di un dialogo strategico con l’Iran.
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Haaretz. com - traduzione di Mariano Mingarelli
10.07.2009
“Menù duro da inghiottire.”
di Hadas Ziv
direttore dei Medici per i Diritti Umani,Israele.
Tutte le volte che gli abitanti di Gaza si mettono a tavola per un pasto, affrontano una realtà deprimente. L’assortimento dei cibi loro disponibili è dettata quasi per intero da una dura politica imposta dal governo israeliano, il quale, come successo di recente, ha perfino rifiutato il permesso di attraversare il confine a cibo così innocuo quale zucche, pasta o fagioli.
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Chiedi il rilascio degli attivisti del Free Gaza Movement
Inviare una lettera di protesta contro atti di pirateria del governo israeliano nei confronti della nave Spirit of Humanity del Free Gaza Movement che portava aiuti umanitari ai cittadini di Gaza.
Con un clic, invia un email al Presidente della Repubblica, al Ministro degli Affari Esteri, ai Presidenti di Camera e Senato e ai Presidenti delle Commissioni Affari Esteri.
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Cari amici del Film Festival di Gerusalemme,
Ci dispiace dover dire che abbiamo preso la difficile decisione di ritirare il
nostro film " Gli Yes Men sistemano il mondo", dal Festival del Cinema di
Gerusalemme in solidarietà con la campagna Boicottaggio, Disinvestimento
e Sanzioni (http://www.bdsmovement.net ).
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il comunicato stampa del Free Gaza Movement sul rapimento da parte delle forze di occupazione israeliane di membri dell'equipaggio della 'Spirit of Humanity', una barca dell'organizzazione pacifista FREE GAZA MOVEMENT, salpata ieri dal porto cipriota di Lanarca e diretta a Gaza con a bordo aiuti umanitari e materiale per la ricostruzione.
TRADUZIONE DEL COMUNICATO STAMPA DEL FREE GAZA MOVEMENT (english below)
Oggi le forze israeliane di occupazione hanno attaccato e sono salite a bordo della "Spirit of Humanity", una barca del Free Gaza Movement, rapendo i 21 attivisti per i diritti umani provenienti da 11 da 11 paese, fra cui il premio nobel Mareid Maguire e Cinzia McKinney,ex membro del congresso degli Stati Uniti ( per una lista completa dei passeggeri guardate sotto). I passeggeri e l'equipaggio sono stati trascinati a forza nei territori di Israele.
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(Traduzione di Annamaria Cuomo - Ulloa e Carmen Caruso)
Mohammad e Mahmoud erano seduti presso una distesa incolta ai margini del campo per i rifugiati di Nahr al Bared, nel nord de Libano. Mentre Mahmoud canticchiava la canzone riprodotta dal suo cellulare Mohammad usava il suo per giocare ai videogiochi. Mohammad alza lo sguardo e dice: “Passiamo i giorni a far niente. Alla mattina andiamo al bar per qualche ora. Poi torniamo a casa e preghiamo. Usciamo di nuovo, ritorniamo al caffè e restiamo lì fino a sera. E così tutti gli altri giorni”.
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Ha’aretz - di Akiva Eldar
(traduzione di mariano mingarelli)
Sembra che mai prima si sia scritto e detto tanto sulla “crescita naturale” di così pochi. Il problema della costruzione di insediamenti nella West Bank nell’interesse della generazione futura, sta minacciando di sabotare le relazioni di Israele con gli U.S., o mettere a repentaglio le relazioni del primo ministro Benjamin Netanyahu con i coloni ed i loro rappresentanti nel Likud e nella destra israeliana.
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Uri Avnery (traduzione:mariano mingarelli)
30.05.09
Quanto siamo felici di avere l’estrema destra a guardia della nostra democrazia.
Questa settimana, la Knesset ha votato a larga maggioranza (47 a 34) per una legge che minaccia di incarcerare chiunque osi negare che Israele è uno Stato Ebraico e Democratico.
La legge di proposta parlamentare presentata dal deputato Zevulun Orlev del partito “Casa Ebraica”, che ha superato senza problemi la sua udienza preliminare, promette un anno di prigione a chiunque pubblichi “ un’attestazione che nega l’esistenza dello Stato di Israele come Stato Ebraico e Democratico”, se i contenuti dell’affermazione possono determinare “ azioni di avversione, vilipendio o slealtà nei confronti dello stato o delle istituzioni di governo o dei tribunali”.
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L'ultima lettera di Padre Manuel Musallam, il parroco di Gaza.
Traduzione a cura di Padre Giovanni Scalese
Padre Manuel Musallam (Gaza)
Charles Colton disse una volta: "L'esperienza ci insegna due cose, la prima è di correggere molto, e la seconda è di non esagerare nel farlo". Israele ci sta correggendo molto. Israele, il nostro vicino a Gaza, non è stato capace di regolare le relazioni con i suoi vicini. Esso corregge il popolo palestinese specialmente perché sostiene che i palestinesi si oppongono al suo ritorno alla "Terra Promessa". Ci sta correggendo, noi palestinesi, con la guerra, i massacri, i crimini di guerra e la deportazione. Ha distrutto le nostre case, le nostre fattorie e i nostri villaggi, e ha stabilito insediamenti su di essi. Ha sradicato centinaia di migliaia di olivi e aranci produttivi, e ci ha proibito di fare il raccolto dai nostri campi. Ha aperto circonvallazioni e ha eroso le nostre terre. Ha distrutto, frammentato e isolato le nostre città, villaggi e campagne.
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di Francesca Antinucci Fonte : Lynn Wilson
39 membri dell'European Hope for Gaza Convoy e 10 del Codepink bloccati al confine egiziano
Aggiornamento 10pm
39 membri della delegazione sono bloccati all'interno del confine egiziano e stanno ancora tentando di entrare a Gaza.
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Scritto da Amira Hass - Traduzione di Carlo Tagliacozzo e Paola Canarutto
Haaretz, 11 maggio 2009 - Testo inglese in http://www.haaretz.com/hasen/spages/1084656.html
I governi che si sono succeduti dal 1993 dovevano certo essere consapevoli dei loro atti, quando non avevano alcuna fretta di fare la pace con i palestinesi. Come rappresentanti della società israeliana, avevano capito che questa apporterebbe un notevole danno agli interessi nazionali.
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di Adham Khalil
30/04/2009
La vita non si ferma, voglio sfidare l'occupazione israeliana e spuntarla nonostante le ferite, dice Shireen Shamia, 26 anni, un insegnante d'arte palestinese. Shireen vive nel campo di Jabalia,a nord nella Striscia di Gaza. Ha perso due dei suoi fratelli. L'esercito di occupazione israeliano ha bombardato con gli F16 la sua casa dove viveva con 20 familiari, intorno alle dieci del mattino del 19 gennaio 2009.
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http://palestinanews.blogspot.
com/2009/04/giustizia-no-vendetta.html
Il 7 aprile scorso le forze di sicurezza israeliane hanno demolito un appartamento sito nel quartiere di Zur Baher, a Gerusalemme est. L'abitazione in questione apparteneva alla famiglia di Husam Dwiyat, un Palestinese resosi responsabile nel luglio del 2008 di un attentato con un bulldozer nel centro di Gerusalemme, che aveva provocato tre morti e decine di feriti.
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12/04/2009 Aggiornamento ore 13:00
Sara Pagani e Christian Becke sono ancora in arresto, presso la Stazione di polizia di Gerusalemme. La corte che li ha giudicati oggi ha ordinato la loro deportazione che verrà eseguita prossimamente. A Sara il giudice ha chiesto una cauzione per il rilascio prima della deportazione, di 5.000 shekel e a Christian 10.000.
La polizia di Kyriat Arba ha impedito ad entrambe le ambasciate, quella tedesca e quella italiana, di parlare o incontrare i propri cittadini nelle ultime 24 ore.
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ANSA
Kader è ancora sotto le macerie: era scappato da Gaza lasciandosi alle spalle la distruzione della guerra per cercare nello studio un futuro migliore: uno qualunque, sempre meglio delle bombe e della paura. Alle 3,32, quando la terra ha tremato per 20 lunghissimi secondi, lui era lì, nella Casa dello Studente dell'Aquila, sbriciolata come cartapesta.
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Sudan; Khartoum: 800 morti in raid israeliano, colpiti migranti
Roma, 26 mar. (Apcom) - Sono due i raid aerei lanciati lo scorso gennaio da jet dell'aviazione israeliana in territorio sudanese, in cui hanno perso la vita 800 persone. A sostenerlo è il ministro dei Trasporti sudanese, Mabrouk Mubarak Salim, che ai microfoni di al Jazeera ha precisato che gli attacchi hanno preso di mira un convoglio nel deserto, vicino alla città orientale di Port Sudan. Le vittime sono sudanesi, somali, etiopi ed eritrei, ha aggiunto.
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Adham Khalil vive a Jabalia, a nord della Striscia di Gaza, una delle aree maggiormente colpite dall'attacco israeliano del dicembre e gennaio scorsi.
Adham è stato invitato in Italia da Zaatar e Giuristi Democratici per une serie di incontri e conferenze. Oggi si è presentato per l'ennesima volta alla frontiera di Rafah con l'Egitto, era insieme ai medici e psicologi del Coordinamento Medici Liguri per Gaza, di cui a parte anche una psicologa, volontaria di Zaatar.
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Proprio oggi presentavo un iniziativa per ricordare Rachel Corrie, attivista dell'I.S.M 23enne statuinitense uccisa dal un bulldozeer dell'esercito israliano a Rafah - Striscia di Gaza, il 16 marzo 2003, mentre cercava di impedire la demolizione di un'abitazione palestinese, ponendosi tra il bulldozer e la casa.
Leggo solo ora che proprio ieri, un cittadino statuinitense, Tristan Anderson di 37 anni è stato ferito gravemente dall'esercito israeliano durante una manifestazione pacifica contro il muro a Nilin.
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ieri sera, 6 marzo, finalmente gli internazionali, medici e attivisti provenienti da Italia, Usa e Francia, sono riusciti ad entrare a Gaza. Presente anche una nostra volontaria Zaatar, psicologa, che fa parte della delegazione di Medici Liguri per Gaza.
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COMUNICATO STAMPA
A tre giorni dal Summit Internazionale svoltosi a Sharm El Sheik, per gli aiuti alla popolazione di Gaza, dal quale si deduceva un importante intervento della diplomazia per riportare la pace sulla striscia, varie delegazioni mediche e umanitarie sono ancora bloccate al valico di Rafah.
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da: http://resistenze.blog.tiscali.it//
Omri Evron è un giovane refusnik di 21 anni che nell'ottobre 2006, all'età di 19 anni, è stato rinchiuso per un mese e mezzo in una cella di isolamento in un carcere militare israeliano. Omri è anche un dirigente della lega giovanile del partito Comunista israeliano. Nel 2007 ha effettuato un tour di un mese in Italia, invitato dall'Associazione Zaatar. Il 21 di febbraio di quest'anno è tornato a Genova per incontrare la mattina, 60 ragazzi dell'Istituto Bergese di Genova, ai quali ha raccontato la sua esperienza.A Genova è giunto dopo essere stato in diverse città italiane per conferenze pubbliche e incontri nelle scuole a Torino, La Spezia, Bologna, Roma, Livorno e infine Genova. In questa intervista traccia un quadro della situazione politica e sociale nel suo paese.
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19/02/2009
AL-KHALIL. Un colono israeliano mercoledì ha invenstito un bambino palestinese di 8 anni Islam Al-Ja'bari nella città di Al-Khalil ed è poi fuggito ad alta velocità mentre altri coloni a sud di Jenin attaccavano un uomo palestinese di cinquant'anni, dando fuoco alla sua auto.
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Riceviamo una riflessione di Ugo Giannangeli.
Cari compagni,
scusate se contribuisco all’ingolfamento delle mail con questa mia ma ho visto che in occasione del massacro di Gaza molti, anche tra noi, continuano ad usare il termine “prigione a cielo aperto” per definire la striscia.
Le parole hanno la loro importanza (ad esempio è assurdo usare il termine “guerra”, come quasi tutti hanno fatto, per quello che è stato un massacro, un eccidio, una strage, tutto tranne che una guerra). Così per il termine “prigione a cielo aperto”.
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12/02/2009 Il sionismo puo' giustificare qualsiasi atto di violenza e ingiustizia?
Gideon Levy
Haaretz,
http://www.haaretz.com/hasen/spages/1063597.html
La sinistra israeliana e' morta nel 2000. Da allora il suo corpo e'
rimasto insepolto fino a che non e' stato redatto il suo certificato di
morte, firmato, sigillato e spedito martedi'. Il boia del 2000 e' stato
anche il becchino del 2009: il ministro della difesa Ehud Barak. L'uomo
che e' riuscito a spargere la bugia riguardo la non esistenza di partner
ha raccolto il frutto delle sue malefatte in queste elezioni. Il
funerale e' stato celebrato due giorni fa.
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SEQUESTRATA NAVE LIBANESE, A BORDO MONS CAPUCCI
La nave "Fratellanza" carica di aiuti umanitari (e giornalisti) di cui i palestinesi di Gaza hanno disperatamente bisogno, era partita dal porto libanese di Tripoli in Libano e cercava di raggiungere Gaza con il suo equipaggio di 18 persone, in prevalenza cittadini libanesi, quando è stata sequestrata da Israele, a bordo anche il vescovo Hillarion Capucci.
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Gli studenti della scuola del campo profughi di Jabalia .- nord della Striscia di Gaza
hanno scritto: Il martire Eahid Qadas; "Il martire Essam Teyeb" (AP)
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civili uccisi, vite distrutte, terre occupate Gaza, 18 gennaio 2009 (traduzione di Antonella Schiavon)
The Palestinian Agricultural Relief Committees (PARC) fonte:
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A mezzogiorno di Sabato 27 Dicembre l'Aeronautica Israeliana ha lanciato un attacco contro numerosi luoghi della Striscia di Gaza, concentrandosi in particolare su Gaza City. Dal primo giorno, l'esercito israeliano si è mosso all'interno delle zone rurali evitando le principali strade asfaltate, stabilendo successivamente basi militari in queste aree agricole e costruendo nuove strade destinate all'utilizzo per propri scopi militari.
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di Stefano Sarfati Nahmad
Hai fatto una strage di bambini e hai dato la colpa ai loro genitori, dicendo che li hanno usati come scudi. Non so pensare a nulla di più infame. A distanza di una generazione in nome di ciò che hai subito, hai fatto lo stesso ad altri: li hai chiusi ermeticamente in un territorio, e hai iniziato ad ammazzarli con le armi più sofisticate, carri armati indistruttibili, elicotteri avveniristici, rischiarando di notte il cielo come se fosse giorno, per colpirli meglio. Ma 688 (riferiti alla data di redazione del testo; nota di Monia) morti palestinesi e 4 israeliani non sono una vittoria, sono una sconfitta per te e per l'umanità intera. Ascolta Israele!
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MACERIE E SOPRAVISSUTI NELLE MANI ISRAELIANE - di Elisabetta
la gestione degli aiuti
Dopo 22 giorni di bombardamenti israeliani i morti palestinesi della Striscia di Gaza sono saliti a 1.300, gli ultimi a morire sono i più gravi, tra gli oltre 5.400 feriti che nei prossimi giorni andranno ad aggiungersi all’elenco, così come i 4 morti di ieri, dall’inizio della tregua: due bambini che giocavano tra le macerie, fatti a pezzi da una bomba inesplosa e due uomini uccisi dall’Esercito ancora dentro alla Striscia che esaminavano rispettivamente le macerie della propria casa e i resti di un uliveto distrutto.
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di Infopal
morte e distruzione ovunque. Cadaveri emergono da sotto le macerie. Bilancio: 1310 morti, 5500 feriti. Danni materiali per 1,9 miliardi di dollari.
La Striscia di Gaza è a pezzi. Dalle macerie ogni giorno emergono nuovi cadaveri, esseri umani fatti a pezzi, bruciati, che fanno salire ancora il già tragico bilancio del genocidio - che attualmente è di 1310 morti e 5500 feriti.
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le
foto dell'articolo sono tratte da una sequenza eseguita da Omar
Barghouti durante il bombardamento con fosforo bianco alla scuola
dell'UNRWA di Beit Lahia
Questa mattina l'esercito israeliano ha bombardato un altra scuole dell'UNRWA, L'agenzia dell'ONU per i rifugiati, a Beit Lahiya, nel Nord della Striscia di Gaza. E' la terza scuola dell'ONU bombardata in tre settimane di massacri. Vi si erano rifugiati olre 1.000 rofughi fuggiti dalle loro case bombardate. Sei persone (tra cui almeno una donna e un bambino).
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Il portavoce dell'Unrwa, Chris Gunness, raggiunto da PeaceReporter a Gerusalemme, ha confermato che l'edificio della sede Onu a Gaza per i rifugiati (UNRWA) è stato colpito. “Tre bombe al fosforo bianco hanno raggiunto l'edificio - ha detto il portavoce Unrwa - e il deposito è andato in fiamme. Tre persone sono rimaste ferite fra il personale.
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Serena Fiorletta
Sono 322 i bambini morti a Gaza: ''Ragazzi terrorizzati, sappiatelo: questa guerra produce pazzi'. Le cifre dell'Unicef. Parla Hussam Hamdouna, direttore di una Ong che lavora nella Striscia.
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SPIRIT OF HUMANITY, la barca del Free Gaza mov, costretta con la forza a ritornare a Cipro.
Mar Mediterrano, 15 gennaio 2009. La Marina israedliana oggi ha minacciato di uccidere civili disarmati a bodo della nave di solidarietà che stava facendo rotta per consegnare medicine, aiuti e per offrire l'assistenza sanitaria di medici alla Striscia di Gaza assediata.
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di Ilan Pappé - [da "The Electronic Intifada", 2.1.09 - Traduzione di Alberto Pesavento]
La mia visita a casa in Galilea è coincisa con l’attacco genocida israeliano su Gaza. Lo Stato, attraverso i suoi mezzi di informazione e con l’aiuto del mondo accademico, ha diffuso un coro unanime – persino più forte di quello ascoltato durante il criminale attacco in Libano nell’estate del 2006. Israele è sommerso ancora una volta da una giusta furia che si traduce in delle operazioni di distruzione nella striscia di Gaza.
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È ora. Un momento che giunge dopo tanto tempo. La strategia migliore per porre fine alla sanguinosa occupazione è quella di far diventare Israele il bersaglio del tipo di movimento globale che pose fine all'apartheid in Sud Africa.
Nel luglio 2005 una grande coalizione di gruppi palestinesi delineò un piano proprio per far ciò. Si appellarono alla «gente di coscienza in tutto il mondo per imporre ampi boicottaggi e attuare iniziative di pressioni economiche contro Israele simili a quelle applicate al Sudafrica all'epoca dell'apartheid». Nasce così la campagna “Boicottaggio, ritiro degli investimenti e sanzioni” (Boycott, Divestment and Sanctions), BDS per brevità.
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L'UNRWA (Agenzia dell'ONU per i rifugiati palestinesi) sospende le sue attività nella Striscia di Gaza.
Lo ha annunciato John Ging, il direttore. La motivazione sono i continui attacchi, prima alle due scuole, bombardate da Israele, nelle quali hanno lasciato la vita 50 persone. La decisione definitiva è avvenuta dopo che Israele ha attaccato un convogliio umanitario, provocando la morte dell'autista e ferendo tre lavoratori dell'Agenzia.
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4 Gennaio 2009
Bashir Abu-Manneh
Assistiamo con orrore Israele lanciare ancora un'altra offensiva contro i diseredati e i deboli. I morti si contano a centinaia (per la maggior parte forze di polizia e civili e non soldati addestrati), migliaia sono i feriti e un milione e mezzo di persone vengono terrorizzate, punite per aver osato sfidare il volere dei loro assedianti e perché continuano a non sottomettersi ad essi.
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Prosegue il terrorismo di stato israeliano contro la popolazione di Gaza. Bilancio della carneficina: 680 morti, oltre 3100 feriti.
Gaza - Infopal. Prosegue il terrorismo di stato israeliano contro la popolazione inerme palestinese di Gaza.
Il cosiddetto mondo “civile” e “democratico” invece di processare Israele per crimini di guerra, lo difende con le bugie e l’inganno. Per il 12° giorno consecutivo, i micidiali "mostri volanti" israeliani proseguono a vomitare il loro fuoco contro la città di Gaza e i campi profughi, contro il nord e il sud della Striscia di Gaza, causando altra morte e altra devastazione.
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M.O.: TIMES, ESERCITO ISRAELE USA PROIETTILI AL FOSFORO BIANCO
Londra, 5 gen. - (Adnkronos) - Nella sua offensiva a Gaza, l'esercito israeliano starebbe usando proiettili al fosforo bianco per coprire i suoi assalti contro le postazioni di Hamas.
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ATTIVISTA ITALIANO PER I DIRITTI UMANI DENUNCIA: ISRAELE ATTACCA INTENZIONALMENTE PERSONALE MEDICO
Attivisti dell'International Solidarity Movement hanno passato la notte scortando le ambulanze di Gaza. Lavoravano con il personale medico durante l'invasione di terra delle forze di occupazione israeliane nel nord della Striscia di Gaza.
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PADRE MUSALLAM ALLA MISNA:
E'UNA GUERRA CONTRO I CIVILI, FERMATELI
STRISCIA DI GAZA 4/1/2009 13.10
"Pesanti bombardamenti, un gran numero di vittime, i soldati israeliani
non distinguono più tra civili e combattenti, questa è guerra, guerra, guerra;
qualcuno provi a fermarli": raggiunto dalla MISNA nella sua parrocchia della Sacra Famiglia, padre Manuel Musallam, unico sacerdote cattolico della Striscia di Gaza, racconta l'ennesima tragedia di un popolo senza patria chiuso da decenni in una prigione e inascoltato dal resto del mondo." I soldati israeliani si trovano nell'area dei loro vecchi insediamenti abbandonati nel 2005.
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