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13/10/2009 giovani obbiettori crescono... PDF Stampa E-mail

shministim.jpgGli Shministim sono giovani israeliani che rifiutano il servizio militare, lo fanno all'ultimo anno del liceo con una lettera, che ogni anno esce sui maggiori quotidiani israeliani.

Fonte: Haarezt

http://www.haaretz.com/hasen/spages/1120421.html

Lettera dei Shministim (diplomandi) 2009-2010

Noi  sottoscritti,  giovani donne e uomini, ebrei e arabi da tutte le parti del paese, dichiariamo che ci impegneremo contro l'occupazione e le politiche di oppressione del governo israeliano nei territori occupati e nel territorio della terra d'Israele, e quindi rifiutiamo di partecipare ad azioni connesse a questo tipo di politica, che vengono effettuate nel nostro nome dalle Forze di difesa israeliane.

Siamo tutti attivisti e siamo impegnati  in diversi settori della società israeliana. Crediamo che il dare, la cooperazione e il volontariato siano un modo di vita e di essere, che non dovrebbe essere limitata a soli due o tre anni. La nostra obiezione di coscienza deriva direttamente dalla nostra esperienza di volontariato, dai valori in cui crediamo, dal nostro amore per la società di cui noi siamo una parte e in cui viviamo, dal nostro rispetto per ogni essere umano, e dall'obiettivo di far diventare il nostro paese un posto migliore per tutti i suoi abitanti.

L'occupazione crea una realtà insopportabile per i palestinesi nei Territori occupati. I checkpoint, l’annessione delle terre, la costruzione del muro dell'apartheid, le strade ad uso limitato per gli israeliani, gli insediamenti e gli omicidi , stanno seminando distruzione nella Cisgiordania da oltre 4 decenni. L'assedio di Gaza e il blocco dell’importazione di beni, compresi i prodotti alimentari di base e gli aiuti umanitari, impedisce,  ai  residenti di Gaza, le condizioni minime di vita minima. Non possiamo tollerare una simile realtà.

L’affermazione del portavoce del governo e dell'esercito, secondo cui la prosecuzione dell'occupazione poggia su ragioni  di sicurezza, non ha fondamento. Nessun paese che abbia  combattuto per la sua indipendenza è mai stato sconfitto con mezzi militari. La sofferenza del popolo palestinese e la repressione dello stesso sono la  causa della resistenza violenta. Il popolo di Israele non sarà mai al sicuro finché la nazione palestinese sarà  sotto occupazione. Non esiste una soluzione militare al conflitto israelo-palestinese, solo la pace può garantire la vita e la sicurezza per gli ebrei e gli arabi in questo paese.

Il governo israeliano dice  spesso, vantandosi, che Israele è "l'unica democrazia in Medio Oriente". L'occupazione è in totale contraddizione con  questa affermazione. Un governo che controlla la vita di milioni di persone che non hanno partecipato alle elezioni può essere definita una "democrazia"? Sottomettere una popolazione civile ad un  regime militare può essere considerato qualcosa di diverso da una dittatura?

L'esercito israeliano afferma di essere "l'esercito più morale del mondo". Tuttavia, volta dopo volta, la realtà dimostra che  occupazione ed etica non possono  stare insieme. Quando  giovani uomini armati sono inviati in missioni di polizia nel bel mezzo di una umanità  sotto occupazione e senza diritti,quando il governo tenta di reprimere con la forza la lotta dei diseredati per raggiungere l’indipendenza - si creano le condizioni per colpire la popolazione civile e per commettere crimini di guerra. Coloro che effettuano tali azioni non sono "eccezioni" o "mele marce". L'occupazione fornisce il terreno di cultura  in cui tali azioni si moltiplicano. L'occupazione ha portato l'esercito di Israele a violare, uno dopo l'altro, i trattati internazionali, le decisioni delle Nazioni Unite,  le raccomandazioni del tribunale internazionale, e anche la legge israeliana.

La politica degli insediamenti è razzista in linea di principio. In nome di una ideologia messianica, ha creato una realtà di apartheid in Cisgiordania. Palestinesi senza diritti e coloni privilegiati vivono fianco a fianco in condizioni completamente opposte. I coloni partecipano alle elezioni del governo che amministra i loro affari, mentre i palestinesi vivono sotto il regime militare. I coloni godono di benefici economici e di sicurezza sociale, mentre i palestinesi vivono una vita di povertà e di schiavitù. I coloni sono processati secondo la legge israeliana nei tribunali israeliani, mentre i palestinesi sono giudicati in tribunali militari, senza il diritto fondamentale ad un procedimento equo. Qualsiasi essere umano che sia contro il razzismo trova questa realtà ripugnante e insostenibile.

 

 
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